Jonathan Edwards: un esempio di consacrazione. Parte IV

8. Un rapporto intimo e personale con Dio.

Ma tu, quando preghi, entra nella tua cameretta, chiudi la tua porta e prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà pubblicamente. (Matteo 6.6)

Un altro aspetto importante della vita di Edwards fu senz’altro il tempo che egli dedicò alla preghiera solitaria, egli conosceva molto bene la stanzetta segreta, tanto che a volte come abbiamo già detto passava 13 ore al giorno nel suo studio. Anche per questo punto voglio che sia egli stesso a parlare:

“Taluni amano moltissimo stare in compagnia, ma non nutrono il medesimo diletto quando si trovano in un luogo appartato, nell’intima meditazione, nel segreto della preghiera e della comunione con Dio, stando soli e separati da tutti. Un cristiano autentico indubbiamente ama la compagnia religiosa e la comunione cristiana e vi trova molto che coinvolga il suo cuore, ma alle volte ama anche ritirarsi dall’imano consorzio per dialogare con Dio [...]. La religione autentica dispone le persone a ritirarsi in luoghi solitari per dedicarsi alla santa meditazione e alla preghiera. Questo operò in Isacco (Genesi 24.63) e, molto più che in lui, lo operò in Gesù Cristo [...]. Sappiamo dalla Scrittura che i santi ottenevano i favori divini più eccelsi quand’erano in solitudine [...]. La grazia autentica predilige conversare con Dio nel segreto.” ¹

9. Combattere strenuamente per la fede.

Combatti il buon combattimento della fede (1 Timoteo 6.12)

Edwards a differenza di Lutero e dei riformatori  non “riscoprì” nulla di nuovo, ne fu il promotore di qualche nuovo sistema teologico, ma ebbe l’onore di combattere strenuamente per la fede che era stata tramandata una volta per sempre ai santi. Egli spese l’intera sua vita per difendere le verità bibliche che aveva ricevuto, ciò non vuol dire però che ricevette ciecamente tutta la religione dei propri padri, tanto è vero che il combattimento più arduo lo affrontò proprio nel dover correggere alcuni errori commessi dal nonno Solomon Stoddard.
Questo gli creò non pochi problemi, tanto che spesso fu disprezzato perfino dalle persone a lui più care.
Nel 1740 nella New England ci fu quello che fu soprannominato il “Grande Risveglio”, uno dei risvegli più importanti e gloriosi della storia della chiesa, e Edwards fu uno dei principali uomini di cui Dio si usò. Durante questi anni egli si trovò spesso a dover combattere per la sua fede, spesso si trovò tra l’incudine e il martello, si trovò a far da giudice e a porre equilibrio tra quelli che vivevano ormai un cristianesimo spento e non riconoscevano l’opera dello Spirito Santo e tra quelli che invece si lasciavano prendere troppo facilmente dall’entusiasmo e cadevano in atteggiamenti tutt’altro che spirituali. In questa situazione Edwards dimostrò un discernimento fuori dal comune.
Ma la sua battaglia più grande la dovette affrontare proprio tra la sua gente, tra il gregge che aveva curato per 23 anni, faticando notte e giorno.
Non voglio entrare nei meriti della controversia ma vorrei sottolineare come quest’uomo ebbe il coraggio di trovarsi a combattere contro tutte le persone che per tanti anni aveva curato ed amato in nome e per amore delle verità bibliche. Quando gli fu proposto di ritrattare le sue idee per accogliere quelle più liberali che piacevano al popolo, minacciandolo del licenziamento, egli non vacillò mai, era cosciente che aveva speso tutta la sua vita per quella gente, che non avrebbe potuto più sostenere la sua numerosa famiglia, ma non rinnegò mai quelle verità bibliche. Così dopo 23 anni con grande dolore venne licenziato dalla sua chiesa.
Ma in tutto ciò Dio gli fu vicino traendo del bene anche da questa spiacevole situazione. Così Edwards lasciò Northampton per partire come missionario tra gli indiani di Stockbridge.

Guardando ciò dopo 3 secoli, la maggior parte dei suoi studiosi sono concordi nel dire che questa fu la più grande benedizione della vita di Edwards per la chiesa universale. Infatti fu tra la calma dei villaggi indiani che Edwards potette dedicarsi maggiormente alla stesura di molte delle sue opere che fino ad oggi sono state una valida guida e di grande edificazione per milioni di cristiani. Senza quel licenziamento probabilmente ci sarebbe rimasto molto meno del lavoro di Edwards.
Quando Edwards morì nessuno potette immaginare l’influenza del suo ministero sulle generazioni future. Questo deve essere un grande incoraggiamento per quanti servono Dio nelle prove e nelle difficoltà combattendo strenuamente per la fede perché, a tempo debito, saranno testimoni dell’adempimento di questa promessa:
“Io onoro quelli che mi onorano” (1 Samuele 2.30)

10. Glorificare Dio gioendo in Lui.

Rallegratevi del continuo nel Signore lo ripeto ancora: Rallegratevi. (Filippesi 4.4)

Come abbiamo visto Edwards spese tutta la sua vita e tutte le sue forze per Dio, per crescere nella conoscenza e nel servizio al suo Dio; ma tutto questo non lo fece mai senza desiderio e piacere. Tutto ciò che Edwards fece lo fece primariamente per l’amore che provava verso Dio, per il piacere di adorarlo e dargli gloria ed onore. Era una sua forte convinzione che Dio è maggiormente glorificato quando i suoi figli maggiormente gioiscono in lui. La sua vita fu un continuo dilettarsi e gioire in Dio.

“Dio è glorificato non solo quando vediamo la sua gloria, ma anche quando gioiamo in essa. Quando, oltre a vedere la gloria di Dio, ci dilettiamo in essa, Dio è glorificato maggiormente di quando la vediamo solamente [...] Colui che esprime  la sua nozione della gloria di Dio non glorifica Dio tanto quanto colui che, inoltre, esprime approvazione e diletto” ²

Dunque quest’ultima caratterista è la più importante e deve essere presente in tutte le altre, ogni cosa che facciamo per Dio non deve mai essere fatta senza gioia e senza amore. Come scrisse l’apostolo Paolo,  possiamo avere la fede più grande, la conoscenza e la saggezza, possiamo anche dare il nostro corpo per essere arso, tutto questo se non è fatto con amore non giova a nulla (1 Corinzi 13). Questa fu la regola principale della vita di Edwards.

Voglio concludere con un ultima citazione di Edwards:

“Gioire in Dio è l’unico piacere che può soddisfare pienamente l’anima nostra. Andare in cielo per gioire perfettamente in Dio è infinitamente meglio della condizione più piacevole sulla Terra. Padri, madri, mariti, mogli, figli e gli amici più cari sono solo ombre: Dio è la sostanza! Tutti questi piaceri temporali sono solo dei raggi: Dio è il sole! Sono solo ruscelli: Dio è l’oceano!” ³

¹ I.Murray, Jonhatan Edwards p. 178

² Jonathan Edwards, Lampade Ardenti e Splendenti, p. 95

³ Ibid., p. 96

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