Jonathan Edwards: un esempio di consacrazione. Parte I

Questa estate ho avuto l’onore e il piacere di poter studiare la vita di Jonathan Edwards; è inutile dire che ciò ha edificato grandemente la mia vita.
Quest’uomo di Dio è vissuto 3 secoli fa, ma è di una tremenda attualità per la chiesa moderna. La sua visione di Dio era estremamente elevata, automaticamente la sua vita e il suo ministero rispondevano a standard elevati, egli aveva una visione teocentrica di tutte le cose. Ciò ha prodotto in me una crisi (positiva) e mi ha fatto comprendere con quanta superficialità viviamo noi cristiani moderni.
Studiare Edwards è stata un esperienza ricca, una sfida continua, a tratti perfino umiliante ma sempre edificante; le parole del suo diario sono semplicemente stupende e sublimi, sono una boccata d’aria satura di Dio, in una società dove l’uomo è ripieno solo di se. Edwards ha fatto davvero del bene alla mia vita!
Secondo il grande predicatore Martyn Lloyd Jones “Jonathan Edwards è il personaggio di maggior rilievo di fronte alla condizione del cristianesimo odierno” e, nonostante i difetti che egli abbia potuto avere, la sua vita è per noi un valido esempio di consacrazione.
Abbiamo bisogno di seguire ciò che scrisse l’autore dell’epistola agli ebrei: “Ricordatevi dei vostri conduttori, che vi hanno annunziato la parola di Dio e, considerando il risultato della loro condotta, imitate la loro fede.” (Ebrei 13.7). Edwards è sicuramente stato uno di quei conduttori della Chiesa che ha fedelmente annunciato la parola di Dio e che merita di essere preso in considerazione.
Dunque quello che tratterò nei prossimi articoli saranno alcuni aspetti della sua consacrazione, mentre in questo articolo darò solo breve cenno biografico, che ovviamente, non può analizzare e approfondire esaurientemente una vita che, se pur breve, è stata estremamente ricca ed intensa.

Jonathan Edwards

Jonathan Edwards

Cenni Biografici.
Jonathan Edwards nacque a East Windsor nel New England nel 1703. In quel tempo il New England era una colonia inglese formata principalmente da puritani emigrati dall’Inghilterra. La famiglia Edwards era impegnata attivamente nel ministero da diverse generazioni, il padre di Jonathan era il pastore locale e il nonno materno, Solomon Stoddard era considerato il più grande uomo di Dio dell’America coloniale.
Jonathan ricevette un ottima educazione e all’età di 12 anni entrò nel nascente College del Connecticut che pochi anni dopo diventerà il famoso college Yale.
Nel college Jonathan viveva una vita che si muoveva completamente intorno alla religione: ogni studente doveva esercitarsi assiduamente nello studio delle Scritture e dedicarsi alla preghiera; tutti erano invitati a vivere una vita santa e di riverenza a Dio. Nonostante ciò la maggiore influenza sulla sua vita spirituale non venne dal college ma dal suo ambiente familiare.
Terminato il college Edwards diede la sua vita a Dio, iniziando così all’età di 19 anni il suo ministero di predicatore a New York. Dopo un anno si trasferì nuovamente a Yale come precettore e vi rimase per tre anni.
Nel 1727 all’età di 24 anni Jonathan viene chiamato dal nonno Solomon Stoddard per affiancarlo nel ministero pastorale, così si trasferisce a Northampton.
Dopo due anni il nonno muore e Jonathan Edwards diventa pastore della chiesa di Northampton che servirà per 23 anni, lungo i quali sarà grandemente usato da Dio.
Poco dopo che arrivò a Northampton Jonathan si sposò con Sarah, che si rivelò essere una moglie esemplare nonché una grande donna di Dio, con la quale ebbe 11 figli.
Durante il suo ministero a Northampton Edwards fu grandemente usato da Dio, in particolar modo negli anni 1734-1735 e 1740-1742 che sono ricordati come gli anni del Grande Risveglio, in cui sotto la potente predicazione di Edwards e altri servi di Dio come George Whitefield, ci fu una grande effusione dello Spirito Santo in tutto il territorio del New England.
Nel 1750 i rapporti tra Jonathan Edwards e la chiesa di Northampton si chiudono a causa di una controversia sulla Cena del Signore, così dopo 23 anni Edwards viene licenziato dalla sua amata chiesa e inizia una nuova fase della sua vita come missionario tra gli Indiani d’America a Stockbridge.
La vita a Stockbridge era molto tranquilla e fu per Edwards l’ambiente ideale per potersi dedicare intensamente alla produzione di quelle che poi saranno le sue più grandi opere. Edwards fu così preso da ciò che quando nel 1757 gli fu offerto di diventare preside di Princeton non accettò l’offerta.
Infine dopo poco, su consiglio di alcuni cari amici e ministri, accettò l’incarico che mantenne solo per pochi mesi a causa della sua morte avvenuta il 22 marzo 1758 all’età di 54 anni.
Le sue ultime parole rivolte agli amici che erano con lui furono, “Confidate in Dio e non ci sarà bisogno di temere” ¹, esse ben rappresentano lo spirito che animò tutta la sua vita: la consapevolezza che tutto era sotto il controllo sovrano di Dio e la più grande fiducia nella sua bontà.
Seppure non molto lunga, la vita di Edwards fu molto intensa, essa ha lasciato una grande eredità a tutta la Chiesa.

Per chi volesse approfondire maggiormente la vita di Jonathan Edwards consiglio vivamente la biografia curata da I.Murray.

¹ I.Murray, Jonathan Edwards, cit., p. 488.
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